Piano Regolatore Portuale in un unico sistema dei porti di Olbia e Golfo Aranci
Il 1° ottobre 2008 è stato presentato ai membri del Comitato Portuale dal prof. Alberto Noli il nuovo piano regolatore dei porti di Olbia e Golfo Aranci.
Prende così finalmente corpo il lavoro di un gruppo di professionisti che per circa due anni hanno elaborato, vagliato, analizzato una imponente quantità di dati con lo scopo di ridisegnare il territorio di competenza per dare un assetto razionale e compiuto alle aree al fine di garantire certezza a tutte le attività che si svolgono nell’ambito di competenza dell’Autorità Portuale.
Per raggiungere questi obiettivi il gruppo di lavoro è partito dalle seguenti linee guida:
Porto di Olbia:
- Razionalizzare gli attracchi del terminale dell’Isola Bianca;
- Completare le banchine del porto di seno Cocciani, in modo da trasferirvi integralmente il traffico commerciale;.jpg)
- Disporre nel porto di seno Cocciani di un attracco specializzato per traghetti ferroviari collegato alla rete ferroviaria nazionale, in modo da sostituire il terminale di Golfo Aranci.
- Definire dimensioni e profondità del canale di accesso;
- Individuare le possibili localizzazioni dei porti specializzati (“porti turistici e approdi”) destinati alla nautica da diporto tenendo presente la possibile interferenza col traffico commerciale;
- Individuare la localizzazione della cantieristica navale;
- Definire limiti e finalità del waterfront cittadino;
- Delimitare le zone ove è escluso ogni intervento umano diverso da quello volto alla conservazione ed alla valorizzazione dello stato attuale;
- Indicare le attività possibili nelle due insenature terminali del golfo;
- Individuare le zone, incluse quelle a terra, di possibile esercizio della mitilicoltura;
- Definire le necessità in ordine ai collegamenti stradali e ferroviari.
Porto di Golfo Aranci:
- Studiare un nuovo layout portuale in grado di accogliere contemporaneamente navi Ro-Pax di ultima generazione ed una nave da crociera delle dimensioni più grandi circolanti nel Mediterraneo;
- Razionalizzare e migliorare l’accesso al porto e la viabilità circumportuale;
- Definire in modo congruente con il waterfront cittadino la zona di interconnessione fra porto e centro abitato, comprendente una nuova stazione marittima di prestigio;
- Ristrutturare il porto peschereccio alla luce delle esigenze di carattere urbanistico e della vicinanza al porto turistico programmato dal comune;
- Ridefinire la viabilità di collegamento fra il porto e la rete stradale primaria della regione.
In tale quadro si deve tenere conto che entrambe le realtà hanno insite nella loro struttura dei punti di forza, dei punti di debolezza, delle opportunità e dei rischi.
Porto di Olbia
Punti di forza:
• Posizione geografica molto favorevole, per la minima distanza dal continente che ne fa la porta di ingresso “naturale” della Sardegna;
• Condizioni meteo-marine, con riferimento a vento e moto ondoso, più favorevoli nelle rotte che collegano il continente con Olbia;
• Protezione dal moto ondoso assicurata senza bisogno di costose opere foranee;
• Bacino di evoluzione protetto di grande ampiezza;
• Buoni collegamenti stradali (in termini di numero di collegamenti con il resto della Sardegna);
• Vicinanza a mete turistiche di grande richiamo;
• Ottime capacità di gestione della movimentazione di navi Ro-Ro e Ro-Pax;
• Vicinanza ad un aeroporto di elevato standard.
Punti di debolezza:
• Scarsità delle aree a terra per deposito temporaneo di semirimorchi;
• Coesistenza dei traffici di passeggeri e merci;
• Mancanza di una chiara suddivisione funzionale delle aree marine e terrestri affacciate sul golfo;
• Ristrettezza del canale di accesso al porto e problemi di interrimento dello stesso;
• Conflittualità porto-città (congestione stradale nel periodo estivo);
• Presenza di venti orientali secondo la direzione est-ovest che pongono vincoli alla configurazione delle opere;
• Interferenza fra navigazione commerciale e turistica, particolarmente quella diretta e proveniente dal lato nord del golfo;
• Difficoltà di convivenza con la mitilicoltura diffusa nel golfo, ed il cui mantenimento viene considerato indispensabile.
Opportunità:
• Possibilità di suddividere i traffici commerciali e turistici e di rendere “vivibile” una parte del terminale di Isola Bianca, aggregandola al waterfront cittadino;
• Delimitazione chiara degli spazi dedicati alla nautica da diporto (la definizione nautica da diporto include: natanti, imbarcazioni e navi da diporto) ed alle imbarcazioni da pesca, nonché di quelli da lasciare nello stato attuale, con possibilità di sviluppare osservatori naturalistici e percorsi vita attrezzati;
Rischi:
• Abbandono di Olbia da parte del traffico crocieristico a favore di altre località del nord della Sardegna;
• Diffusione di un’immagine negativa del porto;
• Abbandono della “meta” Sardegna da parte di una consistente fetta di clientela.
Porto di Golfo Aranci
Punti di forza:
• Posizione geografica molto favorevole, dati il perfetto ridosso rispetto al moto ondoso e la minima distanza dai porti del continente;
• Condizioni meteo-marine, con riferimento a vento e moto ondoso, più favorevoli nelle rotte che collegano il continente con Golfo Aranci;
• Vicinanza a mete turistiche di grande interesse;
• Fondali sufficientemente elevati in immediata prossimità del porto e spazi di manovra di grande ampiezza ;
• Bacino di evoluzione protetto di grande ampiezza;
• Immediata prossimità ad una cittadina in forte sviluppo dal punto di vista turistico.
Punti di debolezza:
• Difficoltà dei collegamenti stradali;
• Congestione della viabilità cittadina;
• Assenza di un waterfront e di una identità ben definita del centro urbano.
Opportunità:
• Presenza di un porto frequentato tutto l’anno, che conferisce vitalità al centro abitato;
• Acquisizione di una identità che invoglia alla sosta ed alla visita turistica, indipendente dal solo rapido passaggio dei viaggiatori;
• Occupazione stabile, assicurata dalla presenza del porto commerciale e del vicino porto turistico;
• Attivazione di un traffico crocieristico che sviluppa un notevole indotto.
Rischi:
• Abbandono del porto da parte delle società di navigazione a favore di località alternative;
• Mancato incremento dell’occupazione;
Per l’assetto futuro del complesso portuale di Olbia e Golfo Aranci sono state ipotizzate diverse distribuzioni dei carichi di traffico previsto sia nell’ipotesi di crescita alta che in quella di crescita bassa.
Si ipotizza che l’aumento di traffico da oggi al 2020 dell’area portuale di Olbia, si distribuisca per metà sull’Isola Bianca e per metà sulle strutture del porto Cocciani.
È evidente che, senza tale suddivisione, il porto dell’Isola Bianca non potrà sostenere il trend di sviluppo del prossimo decennio.
Si rende quindi indispensabile la realizzazione della banchina del porto Cocciani dove, con il completamento delle aree non utilizzate si riuscirà a far fronte al trend di crescita previsto per il traffico Ro-Ro.
Per il porto dell’Isola Bianca si prevede inoltre, la realizzazione di un nuovo terminal marittimo in prossimità dei nuovi attracchi lato nord, il prolungamento dei moli in corrispondenza degli attracchi 3 e 4 con ampliamento della darsena compresa tra gli stessi, la ridistribuzione degli spazi portuali in relazione ai piani di security, la riorganizzazione e razionalizzazione della viabilità, delle aree di sosta, di imbarco e pre-imbarco.
Il previsto aumento di traffico sull’area portuale dell’Isola Bianca e del porto Cocciani, nonché le attuali prospettive di sviluppo della nautica da diporto, rendono necessario un adeguamento della canaletta di accesso nel golfo.
Nel porto di Golfo Aranci, considerata la poca disponibilità di aree destinate ai servizi e operazioni portuali, si prevede la dismissione dei fasci binari, la creazione di una nuova via d’accesso in porto, un nuovo riallineamento delle attuali banchine con l’obiettivo di incrementare le aree di sosta, la realizzazione di nuovi banchinamenti conformi alle esigenze dei futuri traffici Ro-Pax e navi da crociera, la realizzazione di una stazione marittima.
Particolare attenzione il piano rivolge alle altre due attività di preminente interesse economico che si svolgono nel porto di Olbia: la mitilicoltura e la cantieristica.
Per la mitilicoltura, attività di antica tradizione locale e di preminente interesse economico, il piano prevede un aggiornamento delle aree destinate a tale scopo comprese quelle da adibire a pesca delle arselle con metodi tradizionali e quelle per la stabulazione occasionale dei mitili.
Per la cantieristica non si è fatto altro che confermare l’attuale sviluppo ormai consolidato della costa nord del golfo.
Infine grande risalto viene dato nel piano alla salvaguardia e valorizzazione ambientale. La rinaturalizzazione, valorizzazione e preservazione del verde nei lungomari di Olbia si armonizzano con le strutture destinate alla nautica da diporto che salvando gli aspetti ambientali e paesaggistici creano il nuovo “Waterfront” cittadino.
La proposizione di intervento potrà essere caratterizzata dai seguenti ambiti:
1. ambito del water-front destinato a funzioni ricreative turistiche e a maggiore respiro ambientale.
2. Isola Bianca con particolare riguardo alla radice ed al tratto centrale e “storico”.
3. Isola Bianca per la parte di testata e per tutto il corpo attualmente caratterizzato dal maggior livello di ricettività.
4. Porto Romano potrà avere un ruolo centrale nella riqualificazione urbana e turistica.
5. Polo di accesso “leggero” alla radice di Isola Bianca.
6. Porto industriale si presenta al momento come la struttura che mantiene le maggiori potenzialità per uno sviluppo delle attività portuali.
7. Polo di accesso “pesante” in corrispondenza del porto industriale
8. Golfo Aranci per la porzione più prossima alla radice del porto e verso l’area urbana.
9. Golfo Aranci zona di testa della struttura portuale attuale
10. Golfo Aranci liberata dai fasci di binari verso l’estremità orientale del promontorio.
Da questa duplice valutazione / proiezione strutturale e ambientale emerge una fase propositiva all’anno 2020 di indirizzi di Piano Regolatore Portuale in un unico sistema che prevede:
1) Olbia Porto Isola Bianca: separazione dei traffici leggeri/pesanti su livelli sfalsati e ridistribuzione a terra in relazione ai piani di security
2) Olbia Porto – Molo Brin – Dente Bosazza – Via Genova: radicamento degli usi – spazi urbani fronte-mare con relativa rete viabile verso gli usi diportistici anche per naviglio di grande dislocamento sugli specchi acquei antistanti.
3) Accessibilità pedonale e fruizione dell’area di lungomare, valorizzazione delle emergenze archeologiche sul Porto Romano e rinaturalizzazione delle acque interne dei canali.
4) Olbia: Tunnel sub-alveo sul Porto Vecchio
5) Golfo Aranci: parco tematico ed ecologico nelle aree ex ferrovia alle pendici di Capo Figari
6) Golfo Aranci: Rifunzionalizzazione delle strutture portuali e delle infrastrutture viarie di servizio
7) Le tre anse verdi:
Prima Ansa Verde: rinaturalizzazione e valorizzazione con percorsi culturali (archeologici) del Porto Romano connesso mediante i canali scolmatori bonificati e riqualificati con il Parco Urbano Fausto Noce.
Seconda Ansa Verde: Lungomare di Olbia dalla via Genova fino alla Peschiera di Poltu Quadu.
Terza Ansa Verde: Aree ferroviarie dismesse sotto le pendici della Riserva Naturale di Capo Figari a Golfo Aranci.

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